da "La Stampa del 13-02-2010"
ASTI. Nel museo di Sant’Anastasio (corso Alfieri 365) è stata inaugurata una sezione dove gli oggetti si possono «vedere» con le mani, dedicata agli ipovedenti e alle persone prive di vista. Negli stessi locali è anche allestita un’aula didattica, per scolari e studenti, dove è possibile, sotto la guida delle esperte dello Studio Le Muse, simulare lo scavo in un ritrovamento archeologico. Due iniziative che possono essere annoverate nel campo della ricerca archeologica, ma anche in quello della creazione artistica. Infatti, i modelli riproducenti alcuni dei reperti archeologici ospitati nel museo, sono stati realizzati, con la tecnica del modellato, dagli allievi dell’Istituto d’arte «Benedetto Alfieri» di Asti.
Il nuovo percorso espositivo è stato progettato dall’architetto Roberto Nivolo, con la consulenza scientifica dell’archeologa Mariacristina Marchegiani e con indicazioni e suggerimenti dei responsabili delle sezioni astigiane di Unione ciechi e Associazione retinopatici.
Il progetto ha preso corpo dalla collaborazione tra i settori Cultura e Musei, Lavori pubblici e Istruzione del Comune ed è stato portato a compimento grazie al contributo della Fondazione Cassa risparmio Asti.
Si tratta di spazi culturale innovativi, un valore aggiunto all’offerta museale astigiana, indirizzata a turisti e residenti che vogliono approfondire la conoscenza della storia locale e al tempo stesso (per quanto riguarda il servizio destinato ai non vedenti) di una iniziativa ad alto valore sociale.
I visitatori non vedenti potranno avere tra le mani, per una fruizione tattile, riproduzione in argilla di pezzi significativi, tra i quali cinque capitelli romanici, lo stelo con tre teste femminili di una fontana cinquecentesca, la formella con volto giovanile tra foglie di quercia, la lastra con lo stemma dei della Rovere. Oltre ai plastici (opera dell’archeologo sperimentalista Silvano Borrelli) che riproducono la pianta e le varie sezioni del museo, con indicazioni in scrittura Braille.
Nella sala didattica è stata ricostruita la porzione di un sito, in cui si è avvicendata, nei secoli, la presenza umana. Gli scolari potranno imparare le corrette procedure di scavo e riportare alla luce due tombe a «incinerazione» con relativi corredi funebri e parte di una «domus» dell’età imperiale, con pavimentazione, colonnine e un tappeto a mosaico . Poco più il là, scavando, appariranno i resti di una capanna dell’età del bronzo, con focolare, buchi d pali e frammenti di asce.
All’inizio del percorso un manifesto riporta l’invito: «Chiudi gli occhi e inizia a guardare». Un esercizio che si può fare utilizzando le mascherine messe a disposizione dall’Unione ciechi, per imparare a vedere con «occhi diversi».
di Armando Brignolo