Il punto di partenza di questo sito è l’art. 3 della Costituzione Italiana:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”
Un articolo che non ha bisogno di interpretazioni o spiegazioni. L’accezione universale di “TUTTI” non ha bisogno di aggiungere “anche le persone con disabilità”. La repubblica deve organizzarsi per rimuovere gli ostacoli e, prima di tutto, che gli ostacoli non vengano eretti, messi in campo. Proviamo a pensare agli edifici pubblici. Fatti salvi gli edifici storici che testimoniano la non partecipazione alla vita pubblica dei cittadini con disabilità, purtroppo ci troviamo di fronte anche a tanti edifici di costruzione recente i cui progettisti hanno tenuto conto solo della persona in perfetta salute. Se al contrario avessero progettato per una persona con limitazioni motorie o visive non avrebbero eretto barriere architettoniche. In questo caso avrebbero lavorato per tutti perché l’assenza di barriere non esclude nessuno. Anzi. Facilita la vita a tutte le persone.
E non ci sono solo le barriere architettoniche. Ci sono quelle rappresentate dai pregiudizi nei confronti di coloro che non rispondono ai profili di una presunta normalità.
“Una società libera lascia molto spazio alle differenze tra gli uomini…
La diseguaglianza non è più compatibile con la libertà quando i privilegiati possono negare i diritti di partecipazione degli svantaggiati.” Ralf Dahrendorf